La radio suona nell'abitacolo, lui alza il volume per cercare di sovrastare il rumore del motore, non riesce a seguire il filo dei pensieri con esattezza, semplicemente troppe cose da ricordare, troppo poco il tempo tra una battuta e l'altra della canzone, vorrebbe abbassare il volume, ma qualcosa in lui domanda di essere ascoltato con troppa veemenza per lasciargli spazio.
La musica fa affiorare qualche timida lacrima sulle palpebre, ma è troppo uomo per concedersi di piangere, Boys don't cry, non ti sembra?
Semplicemente sono troppi i ricordi che affiorano alla sua memoria, e non c'è abbastanza spazio per ciascuno di loro. Mentre percorre la stessa strada che lo ha portato a casa dopo essere nato, la stessa della sua infanzia, la stessa strada della sua adolescenza ubriaca e sconnessa... si tratta poi della stessa strada? Erano la stessa persona il neonato, il bambino attaccato ai suoi robottini fatti di LEGO, l'adolescente fluttuante tra i fumi dell'haschisch? E chi era adesso?
Well here's another place you can go | Where everthing flows. Impugna il volante con maggior forza, il braccio teso luccica sotto la luce dei radi lampioni, gli occhi fissi sulla strada buia, ascolta la canzone e si pone domande senza cercare risposte. E' poi importante sapere chi era era stato avrebbe potuto essere? Ricordi si accavallano, la parrucchiera di sua madre, una squallida canzone di Raf degli 80s, la piazza del paese vuota e spoglia, Giovanna e Claudia che mimano la "scala mobile" dalla vetrina del ristorante cinese, odore di erba che sembra popcorn sale in spesse volute di fumo dal cilone azzurro. Le sue labbra immobili accennano un sorriso, tutto si mescola in un istante, sembra trovare il bandolo della matassa ma un accordo troppo acuto spazza di nuovo via il sentiero percorso dalla memoria.
Looking through the bent backed tulips | To see how the other half lives | Looking through a glass onion. Si è sempre dimenticato di pensare agli altri. Gli altri gli altri gli altri ... Si è sempre compiaciuto di riconoscersi negli altri, di trovare se stesso nel rapporto con gli altri, ma riporta tutto a se stesso. Il tempo. Il tempo degli altri, il tempo della memoria, il tempo dell'oblio, la volontà di ricordare, la facoltà di esserci, starci, la sua, la loro, quella reciproca, saper colmare le distanze, e anche rimanere in se stessi. Percorre una strada fatta di ricordi, impressioni, sensazioni che prendono allo stomaco e alla testa, passato presente e futuro gli appaiono così chiari eppure ci sarebbe così tanto da fare, oppure semplicemente nulla.
La strada buia si snoda sotto l'automobile come un nastro nero, la musica riempie l'abitacolo, e in un magnifico istante tutto appare così pieno di senso da rendere inutile il tentativo di una storia.
Nessun commento:
Posta un commento