Me ne stavo tornando da Avigliana, sei ore di viaggio senza contare il cambio di treno a Milano. Giunto alla stazione Termini arraffo i miei pesantissimi bagagli e vado a prendere la Metro, che dopo un’altra mezz’ora mi lascia alla stazione Cornelia, periferia Ovest di Roma. Esausto accantono l’idea di prendere l’autobus fino a casa e aspetto un Taxi. Quello arriva, lo fermo e dall’auto scende il conducente: un tipo magro, pelato e con due occhietti azzurri vivaci. Mi aiuta con le valigie, entro in macchina, e subito scopro che è anche un tipo molto loquace: “Non crederai a quello che ho visto” mi fa. Immagino che mi voglia raccontare di qualche celebrità che ha trasportato e delle indiscrezioni che la suddetta celebrità si sarebbe lasciata scappare, un tipo di storielle che agli autisti capitolini piace raccontare.
“Lo so che non ci crederai, ma senti che roba. Hai presente il tappo per la vasca da bagno, quello che si infila nel buco e poi va su e giù?”
“Penso di sì”
“Beh, ho portato una donna con la figlia, di ritorno dall’ospedale perché la ragazza è scivolata nella vasca e cadendo le si è infilato il tappo, dalla parte del coso di metallo, nel culo! Proprio nel buco del culo!”
Bene, niente storie sulla Carrà, Renato Zero, o Totti “che è proprio ‘n bravo ragazzo”, solo un feticista dei culi. Bene…
Rispondo:
“Ah ah, ma dài, è pazzesco!”
“Te l’ho detto che era incredibile, fatto sta che tornavano dall’ospedale, e la ragazza, davvero bellissima, sui diciotto anni, portava un vestito leggerissimo, di lino. Le si vedevano le cosce e… cazzo! Non ho pensato di dare una sbirciatina perché sicuramente non portava le mutande. Però poveretta, si vedeva che era sofferente, perché poi il tappo l’ha lacerata capito? C’è stata la lacerazione,(pronuncia “lacerazione” col tono autorevole di un chirurgo luminare) non è che è entrato dritto, perché allora bastava toglierlo con le mani, però era veramente bella. (sguardo sognante) Magari aver dato una sbirciatina, non portava nemmeno le mutande!”
Faccio un sorriso stentato, di uno che ha capito l’occasione mancata. Cerco di consolarlo:
“Peccato, magari la prossima volta.”
“Lo so che non ci credi, ma ti giuro sui miei figli” estrae dal calzino (!) il portafogli mostrandomi la foto di due ragazzi “che sono loro quindi esistono, che è vero!”
“No, certo, ha dell’incredibile, ma possono capitare ‘ste cose”
Nonostante la stanchezza cerco di stare al gioco e fingermi interessato. Nel frattempo ripenso a tutte le leggende metropolitane di gay a cui vengono trovate lampadine, cetrioli e limoni nel culo. Questa però era più carina perché rappresentava una variante in cui la sventurata vittima col retto vulnerato era una bellissima ragazza. Mi consolo considerando la fortuna di aver incontrato un così simpatico pazzoide. (A quali magre consolazioni ci spingono talvolta gli eventi!)
“Lo sai che una volta hanno accoltellato uno al culo?”
“Non mi dire...”
“Un hooligans. (prego notare la “s” N.d.A) L’ho caricato vicino allo stadio, portava un asciugamano in vita perché si vede che i pantaloni glieli avevano tolti, sai… tutti sporchi di sangue. Insomma quando l’ho visto ho pensato - cazzo, vuoi entrare qui dentro? - si è spiegato come poteva, era inglese, e l’ho portato all’ospedale…”
“Ah ah, ma tu pensa i casi della vita.”
Involontariamente la mia risata esprime il più totale distacco. Lui se ne accorge e modera i toni.
“Si vabbé, c’è una cosa che… non posso nemmeno raccontare, dopo la prima, la seconda…”
“No dài, dimmi, oramai sono interessato”
Vuoi fermarti proprio ora? Fammi vedere quanto le spari colossali...penso tra me e me.
“Una sera ho caricato uno per strada, come te adesso, alla veloce, e non mi dice che una volta ha accoltellato uno nel culo? -Cazzo è lui- ho pensato… Ho caricato quello che aveva accoltellato l’hooligans! Ti rendi conto? Ho portato l’hooligans… e il tipo che l’aveva accoltellato al culo!”
“Eh eh … tante storie di culi. Siamo arrivati, grazie!”
Lo faccio fermare nel parcheggio antistante casa, pago e scendo. Mi fa pure uno sconto per non aver voluto la ricevuta. Prezzo onestissimo, cosa rara coi tassisti, ma per evitare di farmi fare una rettoscopia con la matita, rifiuto la sua proposta di aiutarmi a portare le valigie a casa...
sto tassinaro a Mr. Tarantino je magna in testa... sei stato fortunato a salvarti! una pagina esilarante. ciao Edo :)
RispondiEliminanon uggiarti troppo: storielle come queste sono il sale della vita!
RispondiEliminabel racconto come sempre